Il Re Scorpione 2 
dicembre 17, 2008, 12:56 - Colpo d\'occhio, Occhio al Film
Inserito da MoviEye
Siamo davanti al classico caso in cui un film cerca di sfruttare come attrattiva il fatto che il suo nome sia identico ad quello di un altro ben più famoso e di gran lunga meglio architettato con l'aggiunta del numero 2 a fianco indicando che ne è il seguito o in questo caso il prequel, cioé un antefatto. In realtà la parola più adatta a questo film sarebbe malfatto. Infatti la trama acquisisce quasi subito un'inconsistenza incredibile con quella del Re Scorpione che ricordiamolo è ambientato 4000 anni prima delle piramidi nel periodo in cui Sodoma e Gomorra erano fiorenti, quindi ben prima del biblico diluvio universale.
Invece nel seguito appaiono greci e riferimenti ad altre civiltà sorte in periodi totalmente diversi e forse per agganciarsi agli eventi pensantemente sovrannaturali presenti nei film della serie La Mummia il ruolo del sovrannaturale che era stato modesto e appannaggio della sola figura della veggente ne il Re Scorpione diventa preponderante tanto che a momenti sembra di vedere una versione scarsa della serie TV di Hercules.
In Conclusione
se vi era piaciuto il Re Scorpione non comprate/noleggiate assolutamente questo film, vi rovinereste solo una serata. The Rock (l'ottimo Mathayus nel primo film) ha fatto più che bene a sottolineare di non averci partecipato.

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Ieri, oggi e domani 
dicembre 11, 2008, 13:11 - Novità, Occhio al libro
Inserito da Archmage
No, no, il famoso film con Sofia Loren non c'entra nulla. Era solo un modo di far capire che questo è un messaggio sul passare del tempo, o meglio sul tempo (tanto) che è passato dall'ultima volta che ho scritto su questo blog (ieri), un'occasione per ricordare che manca appena un mese all'uscita su lulu.com del libro di Sean su Midda (oggi), e per informare coloro a cui importa che uno dei principali motivi per cui sono stato latitante è perché sto scrivendo un manuale tascabile con le regole di Ventura che sicuramente vedrà la luce (domani) prima del libro di Sean, ma solo perché le pagine saranno ben meno di 600, anzi probabilmente poco più dell 1% di tal numero (sennò che tascabile sarebbe stato?).
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Inizia un nuovo capitolo de Le Cronache di Midda 
luglio 13, 2008, 23:01 - Novità, Occhio al libro
Inserito da Archmage
Le Cronache di Midda è un blog in cui sono narrate le vicende dell'omonima eroina. Volendo banalizzare potremmo definirla una mercenaria ma Midda è molto di più. L'autore, Sean MacMalcom, pubblica giornaliermente un nuovo episodio delle sue avventure, e visto che siamo arrivati al 185mo il suo lavoro è quantomento corposo. Ieri è però iniziato il sesto capitolo delle Cronache e questo può essere d'aiuto a chiunque volesse iniziare a leggere i racconti di questo capace scrittore senza temere di non capire nulla in seguito ad un eccessivo riferimento a eventi trascorsi che 180 e passa episodi potrebbero ampliamente giustificare.
Anche Le Cronache di Midda fa parte come La Guerra degli Dei e Un Amazzone nella Terra di Mezzo del NWN che, non ha nulla a che fare con Neverwinter Nights, sta per New Wave Novelers ed è un blogring in cui si sono riuniti vari autori di racconti accomunati tra l'altro da una cadenza piuttosto frequente (quando non giornarliera) di aggiornamento e dall'assoluta gratuità con cui sono fruibili le loro opere.
Vi consiglio quindi di approfittare dell'occasione e immergervi nella lettura delle Cronache di Midda.
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La mano è più importante della spada 
giugno 25, 2008, 16:45 - GdR in generale, Occhio al libro
Inserito da Archmage
Thulsa Doom lo aveva già detto a Conan durante il loro primo (e più sfortunato, almeno per il protagonista) confronto: "Cos'è l'acciaio a paragone della mano che lo brandisce?" affermando quindi a chiare lettere che le armi sono poca cosa rispetto alle capacità di coloro che le maneggiano. Questa dovrebbe essere una realtà del vero gioco di ruolo, epico o meno che sia. Cioè un oggetto (magico) può potenziare l'abilità di un personaggio in qualcosa, ma egli deve essere forte già di suo e non reso forte dall'oggetto. Deve essere così perché altrimenti verrebbe meno il desiderio di migliorarsi e progredire. E non solo: arrivare ad essere forte grazie solo ad un oggetto magico può essere quasi considerato 'barare' dagli altri giocatori se questi invece hanno sudato tutti i progressi nelle capacità del proprio personaggio.
Volete un'altra dimostrazione di quanto sia poco l'arma a fare l'eroe ma l'eroe a fare l'arma? Eccola qui, dal libro "Il Mondo di Nehwon" di Fritz Leiber, uno che era molto considerato dalla fu-TSR: "...i due abitualmente rubavano tutti loro averi, persino le spade egli stiletti, che chiamavano sempre Astagrigia e Spaccacuore e Cesello e Zampino di Gatto, per quanto li perdessero spesso e rubassero i surrogati..." . Naturalmente' i due' sono Fafhrd e il Grey Mouser .


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L'Occhio del Demonio 
giugno 8, 2008, 22:27 - Colpo d\'occhio, Occhio al libro
Inserito da IBook
Suppongo che coloro che mi leggono siano abbastanza ben consapevoli della mia competenza in merito a giochi di ruolo e di quanto sia lunga la mia esperienza di gioco.
Cosa c'entra questo con l'Occhio del Demonio di Marco Modugno ? C'entra. Anche se l'autore non avesse scritto un gioco di ruolo oltre alla trilogia di Jade di cui quello in discussione è il primo libro, sarebbe stato subito evidente che quantomeno questi ne è un giocatore.
Ora la regola per me fondamentale del gioco di ruolo è che tutta la parte inerente la meccanica di gioco deve essere perfettamente trasparente nella narrazione affinché il prodotto finale possa essere considerato di una certa qualità . Ho storto il naso quindi quando, durante la lettura delle prime pagine del romanzo, ho incontrato una descrizione al limite del: "Che sai fare? Sono un guerriero di 3° livello." (risposta da giocatore principiante). Jade infatti parlando con un famoso avventuriero dice, parlando di sé: "Hai ragione sul fatto che io controlli l'Essenza ma la mia conoscenza di sortilegi è modesta avendo io dedicato gran parte della vita ad addestrarmi nelle arti del sotterfugio e dell'agilità fisica. "Come dire "sono mago di 2°, ladro di 7° e monaco di 4°, hai capito?"
Tralasciando il fatto che nel mondo di Jade la magia si divide in Essenza, Flusso e Psiche (vi ricorda qualche GdR la cosa?) e sorvolando sulla gran quantità di balsami, pozioni ed unguenti che la protagonista userà per guarire da menomazioni e ferite altrimenti fatali si arriva al punto di non ritorno: l'incantesimo di invisibilità. Ovunque pensavo di trovare una frase come la seguente salvo che in un romanzo fantasy: Jade riflettendo sul funzionamento dell'incantesimo di invisibilità afferma che questo smette di avere effetto se si compie un "qualsiasi tipo di azione offensiva."
Non voglio commentare oltre la cosa, ma mi limito ad affermare che oltre questo punto la trasparenza era ormai irrimediabilmente compromessa.
Ed è stato un peccato perché l'ambientazione in cui Jade si muove è solidamente costruita e ricca di idee, anche se la trama del romanzo risulta essere spigolosa arrivando a dei punti quasi ciechi in cui si svolta per vedere come la storia va avanti.
Il romanzo è come descritto veloce e crudo e non risparmia torture, violenze e brutalità. Anche la componente erotica è piuttosto accentuata e spesso l'autore indugia a descrivere dettagliatamente scene in cui Jade è mostrata in rapporti di natura sessuale di tutti i generi più o meno comuni.
IN CONCLUSIONE
L'occhio del Demonio è un romanzo scorrevole e a parte le note che ho già dettagliato l'autore riesce a strizzare l'occhio allo stile howardiano, ma badate bene: Jade non è una superdonna come Conan è un superuomo, in quanto non è ella con le sue sole forze a venire a capo della situazione nei momenti di maggiore intensità e pericolo, anzi la figura di superuomo non-protagonista pare spettare a Merkon, sulla cui figura è tra l'altro costruito il breve racconto in appendice "Sangue nell'erica".
Ma forse questo è un ultieriore segnale di vicinanza allo stile Howardiano e non una pecca della narrazione, che però penso possa alienare le avventure di Jade alla lettura di un pubblico femminile.
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