L'Occhio del Demonio 
giugno 8, 2008, 22:27 - Colpo d\'occhio, Occhio al libro
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Suppongo che coloro che mi leggono siano abbastanza ben consapevoli della mia competenza in merito a giochi di ruolo e di quanto sia lunga la mia esperienza di gioco.
Cosa c'entra questo con l'Occhio del Demonio di Marco Modugno ? C'entra. Anche se l'autore non avesse scritto un gioco di ruolo oltre alla trilogia di Jade di cui quello in discussione è il primo libro, sarebbe stato subito evidente che quantomeno questi ne è un giocatore.
Ora la regola per me fondamentale del gioco di ruolo è che tutta la parte inerente la meccanica di gioco deve essere perfettamente trasparente nella narrazione affinché il prodotto finale possa essere considerato di una certa qualità . Ho storto il naso quindi quando, durante la lettura delle prime pagine del romanzo, ho incontrato una descrizione al limite del: "Che sai fare? Sono un guerriero di 3° livello." (risposta da giocatore principiante). Jade infatti parlando con un famoso avventuriero dice, parlando di sé: "Hai ragione sul fatto che io controlli l'Essenza ma la mia conoscenza di sortilegi è modesta avendo io dedicato gran parte della vita ad addestrarmi nelle arti del sotterfugio e dell'agilità fisica. "Come dire "sono mago di 2°, ladro di 7° e monaco di 4°, hai capito?"
Tralasciando il fatto che nel mondo di Jade la magia si divide in Essenza, Flusso e Psiche (vi ricorda qualche GdR la cosa?) e sorvolando sulla gran quantità di balsami, pozioni ed unguenti che la protagonista userà per guarire da menomazioni e ferite altrimenti fatali si arriva al punto di non ritorno: l'incantesimo di invisibilità. Ovunque pensavo di trovare una frase come la seguente salvo che in un romanzo fantasy: Jade riflettendo sul funzionamento dell'incantesimo di invisibilità afferma che questo smette di avere effetto se si compie un "qualsiasi tipo di azione offensiva."
Non voglio commentare oltre la cosa, ma mi limito ad affermare che oltre questo punto la trasparenza era ormai irrimediabilmente compromessa.
Ed è stato un peccato perché l'ambientazione in cui Jade si muove è solidamente costruita e ricca di idee, anche se la trama del romanzo risulta essere spigolosa arrivando a dei punti quasi ciechi in cui si svolta per vedere come la storia va avanti.
Il romanzo è come descritto veloce e crudo e non risparmia torture, violenze e brutalità. Anche la componente erotica è piuttosto accentuata e spesso l'autore indugia a descrivere dettagliatamente scene in cui Jade è mostrata in rapporti di natura sessuale di tutti i generi più o meno comuni.
IN CONCLUSIONE
L'occhio del Demonio è un romanzo scorrevole e a parte le note che ho già dettagliato l'autore riesce a strizzare l'occhio allo stile howardiano, ma badate bene: Jade non è una superdonna come Conan è un superuomo, in quanto non è ella con le sue sole forze a venire a capo della situazione nei momenti di maggiore intensità e pericolo, anzi la figura di superuomo non-protagonista pare spettare a Merkon, sulla cui figura è tra l'altro costruito il breve racconto in appendice "Sangue nell'erica".
Ma forse questo è un ultieriore segnale di vicinanza allo stile Howardiano e non una pecca della narrazione, che però penso possa alienare le avventure di Jade alla lettura di un pubblico femminile.
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La Guerra degli Dei: dove leggere buon fantasy è gratuito e giornaliero 
giugno 3, 2008, 00:36 - Novità, Occhio al libro
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Ho sempre sostenuto che il mondo del fantasy sia infinitamente vario e che sia stato scritto così tanto e da così tanti autori che due persone pur possedendo centinaia di libri del genere possano non averne nemmeno uno in comune. Lo dico per esperienza personale.
Come tutte le opere d'arte i libri hanno però un costo sia economico che temporale in quanto per acquistarli fisicamente (o virtualmente) sono necessari degli € e per leggerli servono ore che sommandosi diventano giorni.
Ritornando al discorso della varietà, oggi sono qui a fare per quella che per alcuni sarà la mia scoperta dell'acqua calda: ci sono scrittori, ricchi di inventiva e di fantasia che scrivono gratis e pubblicano le loro opere giornalmente sulla rete tramite blog.
La Guerra degli Dei non è che il nome di uno di questi blog, che io stesso seguo e ho seguito già da un po' dopo una casuale scoperta. Ultimamente Coubert, l'autore di queste storie ha scritto un racconto (ancora incompiuto) che ha come protagonista un nano e per sfondo il mondo sotterraneo dei nani e recentemente ne ha iniziato un altro che invece parla di vampiri, cavalieri, negromanti e di uno strano ragazzo...
Vi suggerisco di visitare il blog quando avete un po' di tempo a disposizione in modo da poter leggere con tranquillità.
Per rendervi le cose ancora più comode ho riportato qui di sotto i capitoli finora scritti delle sue due ultime storie (ce ne sono varie altre come vedrete), in modo che vi sia più facile leggerli in ordine.

FIGLI DELLA ROCCIA
CRYTON & UN NUOVO REGNO
01. una colonna in marcia
02. Depistaggio
03. L'assedio
04. Nel tunnel
05. Acqua
06. Il serpente acquatico
07. Il capo dei goblin
08. Gruebak
09. Myrikord
10. La Rocca
11. Un dialogo tra padre e figlio
12. La biblioteca
13. Una storia molto vecchia
1. Un cavaliere solitario
2. in Città
3. La vampira
4. Il cavaliere
5. Il dominio
6. Piovuto dal cielo
7. L'umiliazione delle guardie
8. L'incontro
9. Nelle fogne

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Agguato all'incrocio e Vendetta al palazzo di giada 
maggio 20, 2008, 23:30 - Colpo d\'occhio, Occhio al libro
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Partiamo dall'assunzione scontata che parlare di Giappone è difficile. I giapponesi hanno un modo di vivere e di comportarsi profondamente diverso dal nostro e cose per noi inconcepibili per loro sono scontate e viceversa.
Dale Furutani - Agguato all'incrocio Da un punto di vista commerciale il Giappone ha invaso con anime e manga i mercati occidentali i cui gestori potendo scegliere in un'ampia gamma di prodotti scelgono spesso quanto di più stereotipato e facilmente commerciabile possono trovare.
Questo ha provocato una banalizzazione delle figure standard giapponesi, con particolare riferimento a quelle della storia del paese. parlo nello specifico di Samurai, Ronin e gli addirittura più famosi Ninja (senza rivangare tempi passati basti pensare al successo di Naruto).
Cosa c'entra tutto questo con Dale Furutani e i suoi due libri? Semplice. Questo autore nippoamericano è riuscito a comporre una trilogia, il cui terzo volume uscirà a fine anno, non banale, non scontata e che soprattutto non usa come arma il linguaggio giapponese tempestando il lettore con termini il cui significato richiede o una buona conoscenza del giapponese o un glossario. Ogni parola o frase viene spiegata e resa palese quasi in modo didattico.
Scoprirete ad esempio che i giapponesi hanno diversi tipi di palanchino o tutta la gerarchia ninja, la fabbricazione delle armi e tanti altri particolari che Furutani riesce a trasmettere in poche parole con semplicità e chiarezza.
La trama poi non è quella semplice e scontata che impernia tutto su scontri finché il buono non ha ucciso tutti e può finalmente andarsene o porre fine anche alla sua vita con un bel suicidio rituale. No Matsuyama Kaze è si un ronin, ma ha una missione che lo sta portando a errare per il paese e quando scopre qualcosa di misterioso o poco chiaro sente il dovere di ristabilire l'equilibrio e la giustezza delle cose investigando con saggezza e determinazione. Questi due suoi obiettivi sono tanto fusi da essere spesso indistinguibili e il romanzo scivola via come una foglia d'acqua portata dalla corrente del fiume, senza incongruenze o forzature.
Dale Furutani - Vendetta al palazzo di giada
IN CONCLUSIONE
Questi due primi romanzi della trilogia che ha per protagonista il ronin Kaze sono davvero godibili e intriganti. La lettura ne è specialmente consigliata a chi sapendo ben poco di storia e usi giapponesi vuole imparare qualcosa mentre legge un libro di qualità. Chi invece è già edotto, troverà di certo bei riferimenti, direi quasi omaggi a Akira Kurosawa, e una certosina rappresentazione di personaggi giapponesi non solo di nazionalità, ma anche per pensiero e azione.

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Lo scaldo che viene dal freddo 
maggio 15, 2008, 11:43 - GdR in generale, Occhio al libro
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Vi chiedo di perdonarmi l'immondo gioco di parole, ma davvero non sono riuscito a resistere. Naturalmente lo scaldo non scalda null'altro che gli animi in quanto era colui che presso le corti dell'estremo nord dell'europa componeva o recitava saghe epiche o encomiastiche. Una specie di bardo potremmo dire. Anche se comprendo che finora non è chiaro, io non mi sto riferendo agli scaldi in generale, ma ad uno scaldo in particolare, o meglio ad un giovane avventuriero ladro e guerriero che era in gioventù stato educato come uno scaldo. L'eroico e sagace Fafhrd le cui avventure e gesta sono narrate in numerosi libri di Fritz Leiber .
Di recente ho riletto " Il mondo di Nehwon ", un volume della Editrice Nord che sono riuscito a procurarmi dopo una lunga ricerca, tra librerie e aste online e che raccoglie buona parte delle storie di cui sono protagonisti proprio Fafhrd e il suo inseparabile e scaltrissimo compagno Grey Mouser . La rilettura è stata davvero piacevole per un Master in quanto l'autore indugia spesso a descrivere, arricchendoli con un'infinità di aggettivi, l'aspetto, gli usi e i costumi di ogni personaggio, razza o creatura, anche insignificante, che appare nelle storie. Queste sono poi tanto imprevedibili quanto avventurose, toccando occasionalmente l'inverosimile quando sono chiamate in causa entità superiori e divinità. Non mi stupisco che il Dragon Magazine si sia interessato alle sue opere stilando delle caratteristiche per i protagonisti già negli anni settanta. E nemmeno che sul mondo di Nehwon siano state pubblicate numerose gazzette e avventure. E' un ambientazione che mi interessa, ma che comprendo sia difficile da giocare rendendola tanto divertente ed ironica quanto è nelle storie di Leiber, ma chissà, con i giocatori giusti ed un po' di ispirazione.


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White Dragon 
maggio 12, 2008, 20:40 - Colpo d\'occhio, Occhio al Film
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Quando ho comprato questo titolo devo dire che mi aspettavo qualcosa di diverso. Qualcosa di azione ma più drammatico come la Tigre e il Dragone o la Foresta dei pugnali volanti.
Invece White Dragon è un qualcosa a metà strada tra una commedia, un film di arti marziali e una parodia.
Ci sono inserimenti pseudomoderni come potete vedere dal video del trasferimento dei poteri speciali a fondo di questo post, la presenza di negozi con abiti preconfezionati, e un evidente riferimento a Mc Donalds.
La protagonista Black Phoenix (Cecilia Cheung), è una giovane che frequenta una scuola elitaria e che durante una esibizione per il Secondo Principe se ne innamora corrisposta. La vita del Secondo Principe è però minacciata dal terribile assassino Penne di Pollo (un nome davvero temibile, eh?).
Grazie all'imprevedibile aiuto della Zia la giovane diventa in grado di fronteggiare questo assassino e lo va
a cercare per occuparsi di lui prima che questi posso uccidere il suo amato... ma... Non vi dico di più per non rovinarvi la visione.
Va detto che nel film ci sono parecchi bei combattimenti e che sia White Dragon che Penne di Pollo sono lottatori incredibili nella migliore tradizione di la Tigre e il Dragone e non mancano scontri anche molto coreografici come ad esempio quello in una foresta di bambù.
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Devo ammettere che questo film, pur non essendo quello che mi aspettavo mi ha dato varie fonti di ispirazione e penso che inserirò una qualche guerriera mascherata sullo stile di White Dragon in qualcuna delle avventure, o come personaggio tipo.
Anche Penne di Pollo essendo un guerriero cieco ha le sue attrattive ed è stato sceneggiato in modo davvero avveduto.
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