| Partiamo dall'assunzione scontata che parlare di Giappone è difficile. I giapponesi hanno un modo di vivere e di comportarsi profondamente diverso dal nostro e cose per noi inconcepibili per loro sono scontate e viceversa. | |
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Da un punto di vista commerciale il Giappone ha invaso con anime e manga i mercati occidentali i cui gestori potendo scegliere in un'ampia gamma di prodotti scelgono spesso quanto di più stereotipato e facilmente commerciabile possono trovare. Questo ha provocato una banalizzazione delle figure standard giapponesi, con particolare riferimento a quelle della storia del paese. parlo nello specifico di Samurai, Ronin e gli addirittura più famosi Ninja (senza rivangare tempi passati basti pensare al successo di Naruto). Cosa c'entra tutto questo con Dale Furutani e i suoi due libri? Semplice. Questo autore nippoamericano è riuscito a comporre una trilogia, il cui terzo volume uscirà a fine anno, non banale, non scontata e che soprattutto non usa come arma il linguaggio giapponese tempestando il lettore con termini il cui significato richiede o una buona conoscenza del giapponese o un glossario. Ogni parola o frase viene spiegata e resa palese quasi in modo didattico. |
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Scoprirete ad esempio che i giapponesi hanno diversi tipi di palanchino o tutta la gerarchia ninja, la fabbricazione delle armi e tanti altri particolari che Furutani riesce a trasmettere in poche parole con semplicità e chiarezza. La trama poi non è quella semplice e scontata che impernia tutto su scontri finché il buono non ha ucciso tutti e può finalmente andarsene o porre fine anche alla sua vita con un bel suicidio rituale. No Matsuyama Kaze è si un ronin, ma ha una missione che lo sta portando a errare per il paese e quando scopre qualcosa di misterioso o poco chiaro sente il dovere di ristabilire l'equilibrio e la giustezza delle cose investigando con saggezza e determinazione. Questi due suoi obiettivi sono tanto fusi da essere spesso indistinguibili e il romanzo scivola via come una foglia d'acqua portata dalla corrente del fiume, senza incongruenze o forzature. |
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IN CONCLUSIONE Questi due primi romanzi della trilogia che ha per protagonista il ronin Kaze sono davvero godibili e intriganti. La lettura ne è specialmente consigliata a chi sapendo ben poco di storia e usi giapponesi vuole imparare qualcosa mentre legge un libro di qualità. Chi invece è già edotto, troverà di certo bei riferimenti, direi quasi omaggi a Akira Kurosawa, e una certosina rappresentazione di personaggi giapponesi non solo di nazionalità, ma anche per pensiero e azione. |
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( 2.8 / 121 )

Agguato all'incrocio e Vendetta al palazzo di giada



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