Agguato all'incrocio e Vendetta al palazzo di giada 
maggio 20, 2008, 23:30 - Colpo d\'occhio, Occhio al libro
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Partiamo dall'assunzione scontata che parlare di Giappone è difficile. I giapponesi hanno un modo di vivere e di comportarsi profondamente diverso dal nostro e cose per noi inconcepibili per loro sono scontate e viceversa.
Dale Furutani - Agguato all'incrocio Da un punto di vista commerciale il Giappone ha invaso con anime e manga i mercati occidentali i cui gestori potendo scegliere in un'ampia gamma di prodotti scelgono spesso quanto di più stereotipato e facilmente commerciabile possono trovare.
Questo ha provocato una banalizzazione delle figure standard giapponesi, con particolare riferimento a quelle della storia del paese. parlo nello specifico di Samurai, Ronin e gli addirittura più famosi Ninja (senza rivangare tempi passati basti pensare al successo di Naruto).
Cosa c'entra tutto questo con Dale Furutani e i suoi due libri? Semplice. Questo autore nippoamericano è riuscito a comporre una trilogia, il cui terzo volume uscirà a fine anno, non banale, non scontata e che soprattutto non usa come arma il linguaggio giapponese tempestando il lettore con termini il cui significato richiede o una buona conoscenza del giapponese o un glossario. Ogni parola o frase viene spiegata e resa palese quasi in modo didattico.
Scoprirete ad esempio che i giapponesi hanno diversi tipi di palanchino o tutta la gerarchia ninja, la fabbricazione delle armi e tanti altri particolari che Furutani riesce a trasmettere in poche parole con semplicità e chiarezza.
La trama poi non è quella semplice e scontata che impernia tutto su scontri finché il buono non ha ucciso tutti e può finalmente andarsene o porre fine anche alla sua vita con un bel suicidio rituale. No Matsuyama Kaze è si un ronin, ma ha una missione che lo sta portando a errare per il paese e quando scopre qualcosa di misterioso o poco chiaro sente il dovere di ristabilire l'equilibrio e la giustezza delle cose investigando con saggezza e determinazione. Questi due suoi obiettivi sono tanto fusi da essere spesso indistinguibili e il romanzo scivola via come una foglia d'acqua portata dalla corrente del fiume, senza incongruenze o forzature.
Dale Furutani - Vendetta al palazzo di giada
IN CONCLUSIONE
Questi due primi romanzi della trilogia che ha per protagonista il ronin Kaze sono davvero godibili e intriganti. La lettura ne è specialmente consigliata a chi sapendo ben poco di storia e usi giapponesi vuole imparare qualcosa mentre legge un libro di qualità. Chi invece è già edotto, troverà di certo bei riferimenti, direi quasi omaggi a Akira Kurosawa, e una certosina rappresentazione di personaggi giapponesi non solo di nazionalità, ma anche per pensiero e azione.

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Lo scaldo che viene dal freddo 
maggio 15, 2008, 11:43 - GdR in generale, Occhio al libro
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Vi chiedo di perdonarmi l'immondo gioco di parole, ma davvero non sono riuscito a resistere. Naturalmente lo scaldo non scalda null'altro che gli animi in quanto era colui che presso le corti dell'estremo nord dell'europa componeva o recitava saghe epiche o encomiastiche. Una specie di bardo potremmo dire. Anche se comprendo che finora non è chiaro, io non mi sto riferendo agli scaldi in generale, ma ad uno scaldo in particolare, o meglio ad un giovane avventuriero ladro e guerriero che era in gioventù stato educato come uno scaldo. L'eroico e sagace Fafhrd le cui avventure e gesta sono narrate in numerosi libri di Fritz Leiber .
Di recente ho riletto " Il mondo di Nehwon ", un volume della Editrice Nord che sono riuscito a procurarmi dopo una lunga ricerca, tra librerie e aste online e che raccoglie buona parte delle storie di cui sono protagonisti proprio Fafhrd e il suo inseparabile e scaltrissimo compagno Grey Mouser . La rilettura è stata davvero piacevole per un Master in quanto l'autore indugia spesso a descrivere, arricchendoli con un'infinità di aggettivi, l'aspetto, gli usi e i costumi di ogni personaggio, razza o creatura, anche insignificante, che appare nelle storie. Queste sono poi tanto imprevedibili quanto avventurose, toccando occasionalmente l'inverosimile quando sono chiamate in causa entità superiori e divinità. Non mi stupisco che il Dragon Magazine si sia interessato alle sue opere stilando delle caratteristiche per i protagonisti già negli anni settanta. E nemmeno che sul mondo di Nehwon siano state pubblicate numerose gazzette e avventure. E' un ambientazione che mi interessa, ma che comprendo sia difficile da giocare rendendola tanto divertente ed ironica quanto è nelle storie di Leiber, ma chissà, con i giocatori giusti ed un po' di ispirazione.


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White Dragon 
maggio 12, 2008, 20:40 - Colpo d\'occhio, Occhio al Film
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Quando ho comprato questo titolo devo dire che mi aspettavo qualcosa di diverso. Qualcosa di azione ma più drammatico come la Tigre e il Dragone o la Foresta dei pugnali volanti.
Invece White Dragon è un qualcosa a metà strada tra una commedia, un film di arti marziali e una parodia.
Ci sono inserimenti pseudomoderni come potete vedere dal video del trasferimento dei poteri speciali a fondo di questo post, la presenza di negozi con abiti preconfezionati, e un evidente riferimento a Mc Donalds.
La protagonista Black Phoenix (Cecilia Cheung), è una giovane che frequenta una scuola elitaria e che durante una esibizione per il Secondo Principe se ne innamora corrisposta. La vita del Secondo Principe è però minacciata dal terribile assassino Penne di Pollo (un nome davvero temibile, eh?).
Grazie all'imprevedibile aiuto della Zia la giovane diventa in grado di fronteggiare questo assassino e lo va
a cercare per occuparsi di lui prima che questi posso uccidere il suo amato... ma... Non vi dico di più per non rovinarvi la visione.
Va detto che nel film ci sono parecchi bei combattimenti e che sia White Dragon che Penne di Pollo sono lottatori incredibili nella migliore tradizione di la Tigre e il Dragone e non mancano scontri anche molto coreografici come ad esempio quello in una foresta di bambù.
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Devo ammettere che questo film, pur non essendo quello che mi aspettavo mi ha dato varie fonti di ispirazione e penso che inserirò una qualche guerriera mascherata sullo stile di White Dragon in qualcuna delle avventure, o come personaggio tipo.
Anche Penne di Pollo essendo un guerriero cieco ha le sue attrattive ed è stato sceneggiato in modo davvero avveduto.
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Il ritorno dei Cavalieri dello Zodiaco 
maggio 8, 2008, 00:40 - Novità sull\'ambientazione, GdR in generale
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Shaina dell'Ofiuco - Clicca per ingrandire A breve inizierò un play by forum con una sacerdotessa di Ecate che aspira diventare cavaliere dello zodiaco.
Al momento la scheda del personaggio è ancora in fase di completamento e, visto che alla giocatrice farebbe piacere giocare in coppia o anche in gruppo (e io sono disposto ad accontentarla), se a qualcuno interessa partecipare si faccia pure avanti.

Potrà sembrare strano ma non è la prima volta che in Ventura si interepretano apprendisti cavalieri, anzi proprio agli esordi del sistema di regole, nei primi anni novanta, proprio due tra i primi tre giocatori erano appunto apprendisti cavalieri dello zodiaco. Putroppo non sono riuscito a trovare le loro schede, ma visto che non sono stati gli unici ne ho inserita qui sotto una per soddisfare la vostra curiosità.
Per la cronaca devo aggiungere che non mancarono nemmeno guerrieri hokuto, nanto, cento e concentrici.
Scheda dell'apprendista cavaliere dello zodaico Altair - Clicca per ingrandire

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Una questione di stereotipi 
maggio 5, 2008, 15:17 - GdR in generale
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Nel gioco di ruolo l'attributo è la misura di una qualità del personaggio, così come l'abilità è la misura della sua esperienza in un certo campo. Alcune di queste misurazioni sono semplici e piuttosto univoche come ad esempio quella della Forza altre invece posso avere dei metri abbastanza discutibili.
Mi riferisco alla Bellezza. Per quanto il Master possa essere una persona equilibrata e cerchi di darsi delle regole di massima anche per quegli ambiti in cui non ve ne sono di scritte anche lui come tutti vive nel mondo reale oltre che arbitrare in quello fantastico e come tutti è soggetto al bombardamento mediatico che cerca di imporre, spesso con messaggi discutibilmente forti, un certo stereotipo di persona vincente, bella e di successo a cui poter agganciare o collegare i propri prodotti.
Uno di questi stereotipi, che più violentemente di altri viene proposto, è legato al corpo femminile, dalla testa ai piedi, passando per parti a cui usualmente un uomo è portato a prestare molta più attenzione.
In quanto Master di un gruppo costituito da giocatori principalmente di sesso maschile mi è spesso capitato di dover descrivere personaggi femminili, traducendo in una descrizione un valore numerico. Quando sono chiamato a questo compito non trovo corretto cavarmela con un semplice aggettivo che esprima misura della bellezza, in quanto il personaggio vede effettivamente colei che ha davanti e spetta al giocatore esprimere un giudizio in quanto è lui ad interpretare quel personaggio e non il Master. Questo giudizio deve essere basato ovviamente sulla descrizione ascoltata che include sia l'aspetto fisico che le movenze.
Per quello che mi riguarda cerco di non farmi influenzare troppo dagli stereotipi nella descrizione ma piuttosto di riproporre metri di giudizio consoni a periodi più antichi dove una donna coi fianchi larghi e il seno prosperoso era considerata di gran lunga più attraente di una magra e più androgina. Ovviamente anche quello era un giudizio che rifletteva una serie di agii che identificavano la donna come colei il cui compito principale era partorire figli sani e forti (e spesso preferibilmente maschi) e crescerli.
Il problema viene però quando sono dei PG di sesso femminile, specialmente condotti da giocatrici. Putroppo nella maggior parte delle storie e leggende antiche, se la principessa è bella e aggraziata il principe è azzurro, gentile o valoroso, ma questi sono aggettivi che poco danno idea di quale sia l'aspetto fisico e le movenze dell'uomo e danno poco aiuto nel tradurre il sumenzionato valore numerico in una descrizione plausibile che non rischi di essere artificiosa e stereotipata.
Quali sono ed erano le principali caratteristiche che fanno e facevano si che una donna distinguesse un uomo da un bell'uomo mi sono parzialmente note per il presente, ma quasi del tutto ignote per il passato. Indubbiamente la risoluzione di questo problema richiede una consulenza di Master del gentil sesso.
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