Inizia un nuovo capitolo de Le Cronache di Midda 
luglio 13, 2008, 23:01 - Novità, Occhio al libro
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Le Cronache di Midda è un blog in cui sono narrate le vicende dell'omonima eroina. Volendo banalizzare potremmo definirla una mercenaria ma Midda è molto di più. L'autore, Sean MacMalcom, pubblica giornaliermente un nuovo episodio delle sue avventure, e visto che siamo arrivati al 185mo il suo lavoro è quantomento corposo. Ieri è però iniziato il sesto capitolo delle Cronache e questo può essere d'aiuto a chiunque volesse iniziare a leggere i racconti di questo capace scrittore senza temere di non capire nulla in seguito ad un eccessivo riferimento a eventi trascorsi che 180 e passa episodi potrebbero ampliamente giustificare.
Anche Le Cronache di Midda fa parte come La Guerra degli Dei e Un Amazzone nella Terra di Mezzo del NWN che, non ha nulla a che fare con Neverwinter Nights, sta per New Wave Novelers ed è un blogring in cui si sono riuniti vari autori di racconti accomunati tra l'altro da una cadenza piuttosto frequente (quando non giornarliera) di aggiornamento e dall'assoluta gratuità con cui sono fruibili le loro opere.
Vi consiglio quindi di approfittare dell'occasione e immergervi nella lettura delle Cronache di Midda.
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La mano è più importante della spada 
giugno 25, 2008, 16:45 - GdR in generale, Occhio al libro
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Thulsa Doom lo aveva già detto a Conan durante il loro primo (e più sfortunato, almeno per il protagonista) confronto: "Cos'è l'acciaio a paragone della mano che lo brandisce?" affermando quindi a chiare lettere che le armi sono poca cosa rispetto alle capacità di coloro che le maneggiano. Questa dovrebbe essere una realtà del vero gioco di ruolo, epico o meno che sia. Cioè un oggetto (magico) può potenziare l'abilità di un personaggio in qualcosa, ma egli deve essere forte già di suo e non reso forte dall'oggetto. Deve essere così perché altrimenti verrebbe meno il desiderio di migliorarsi e progredire. E non solo: arrivare ad essere forte grazie solo ad un oggetto magico può essere quasi considerato 'barare' dagli altri giocatori se questi invece hanno sudato tutti i progressi nelle capacità del proprio personaggio.
Volete un'altra dimostrazione di quanto sia poco l'arma a fare l'eroe ma l'eroe a fare l'arma? Eccola qui, dal libro "Il Mondo di Nehwon" di Fritz Leiber, uno che era molto considerato dalla fu-TSR: "...i due abitualmente rubavano tutti loro averi, persino le spade egli stiletti, che chiamavano sempre Astagrigia e Spaccacuore e Cesello e Zampino di Gatto, per quanto li perdessero spesso e rubassero i surrogati..." . Naturalmente' i due' sono Fafhrd e il Grey Mouser .


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L'Occhio del Demonio 
giugno 8, 2008, 22:27 - Colpo d\'occhio, Occhio al libro
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Suppongo che coloro che mi leggono siano abbastanza ben consapevoli della mia competenza in merito a giochi di ruolo e di quanto sia lunga la mia esperienza di gioco.
Cosa c'entra questo con l'Occhio del Demonio di Marco Modugno ? C'entra. Anche se l'autore non avesse scritto un gioco di ruolo oltre alla trilogia di Jade di cui quello in discussione è il primo libro, sarebbe stato subito evidente che quantomeno questi ne è un giocatore.
Ora la regola per me fondamentale del gioco di ruolo è che tutta la parte inerente la meccanica di gioco deve essere perfettamente trasparente nella narrazione affinché il prodotto finale possa essere considerato di una certa qualità . Ho storto il naso quindi quando, durante la lettura delle prime pagine del romanzo, ho incontrato una descrizione al limite del: "Che sai fare? Sono un guerriero di 3° livello." (risposta da giocatore principiante). Jade infatti parlando con un famoso avventuriero dice, parlando di sé: "Hai ragione sul fatto che io controlli l'Essenza ma la mia conoscenza di sortilegi è modesta avendo io dedicato gran parte della vita ad addestrarmi nelle arti del sotterfugio e dell'agilità fisica. "Come dire "sono mago di 2°, ladro di 7° e monaco di 4°, hai capito?"
Tralasciando il fatto che nel mondo di Jade la magia si divide in Essenza, Flusso e Psiche (vi ricorda qualche GdR la cosa?) e sorvolando sulla gran quantità di balsami, pozioni ed unguenti che la protagonista userà per guarire da menomazioni e ferite altrimenti fatali si arriva al punto di non ritorno: l'incantesimo di invisibilità. Ovunque pensavo di trovare una frase come la seguente salvo che in un romanzo fantasy: Jade riflettendo sul funzionamento dell'incantesimo di invisibilità afferma che questo smette di avere effetto se si compie un "qualsiasi tipo di azione offensiva."
Non voglio commentare oltre la cosa, ma mi limito ad affermare che oltre questo punto la trasparenza era ormai irrimediabilmente compromessa.
Ed è stato un peccato perché l'ambientazione in cui Jade si muove è solidamente costruita e ricca di idee, anche se la trama del romanzo risulta essere spigolosa arrivando a dei punti quasi ciechi in cui si svolta per vedere come la storia va avanti.
Il romanzo è come descritto veloce e crudo e non risparmia torture, violenze e brutalità. Anche la componente erotica è piuttosto accentuata e spesso l'autore indugia a descrivere dettagliatamente scene in cui Jade è mostrata in rapporti di natura sessuale di tutti i generi più o meno comuni.
IN CONCLUSIONE
L'occhio del Demonio è un romanzo scorrevole e a parte le note che ho già dettagliato l'autore riesce a strizzare l'occhio allo stile howardiano, ma badate bene: Jade non è una superdonna come Conan è un superuomo, in quanto non è ella con le sue sole forze a venire a capo della situazione nei momenti di maggiore intensità e pericolo, anzi la figura di superuomo non-protagonista pare spettare a Merkon, sulla cui figura è tra l'altro costruito il breve racconto in appendice "Sangue nell'erica".
Ma forse questo è un ultieriore segnale di vicinanza allo stile Howardiano e non una pecca della narrazione, che però penso possa alienare le avventure di Jade alla lettura di un pubblico femminile.
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La Guerra degli Dei: dove leggere buon fantasy è gratuito e giornaliero 
giugno 3, 2008, 00:36 - Novità, Occhio al libro
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Ho sempre sostenuto che il mondo del fantasy sia infinitamente vario e che sia stato scritto così tanto e da così tanti autori che due persone pur possedendo centinaia di libri del genere possano non averne nemmeno uno in comune. Lo dico per esperienza personale.
Come tutte le opere d'arte i libri hanno però un costo sia economico che temporale in quanto per acquistarli fisicamente (o virtualmente) sono necessari degli € e per leggerli servono ore che sommandosi diventano giorni.
Ritornando al discorso della varietà, oggi sono qui a fare per quella che per alcuni sarà la mia scoperta dell'acqua calda: ci sono scrittori, ricchi di inventiva e di fantasia che scrivono gratis e pubblicano le loro opere giornalmente sulla rete tramite blog.
La Guerra degli Dei non è che il nome di uno di questi blog, che io stesso seguo e ho seguito già da un po' dopo una casuale scoperta. Ultimamente Coubert, l'autore di queste storie ha scritto un racconto (ancora incompiuto) che ha come protagonista un nano e per sfondo il mondo sotterraneo dei nani e recentemente ne ha iniziato un altro che invece parla di vampiri, cavalieri, negromanti e di uno strano ragazzo...
Vi suggerisco di visitare il blog quando avete un po' di tempo a disposizione in modo da poter leggere con tranquillità.
Per rendervi le cose ancora più comode ho riportato qui di sotto i capitoli finora scritti delle sue due ultime storie (ce ne sono varie altre come vedrete), in modo che vi sia più facile leggerli in ordine.

FIGLI DELLA ROCCIA
CRYTON & UN NUOVO REGNO
01. una colonna in marcia
02. Depistaggio
03. L'assedio
04. Nel tunnel
05. Acqua
06. Il serpente acquatico
07. Il capo dei goblin
08. Gruebak
09. Myrikord
10. La Rocca
11. Un dialogo tra padre e figlio
12. La biblioteca
13. Una storia molto vecchia
1. Un cavaliere solitario
2. in Città
3. La vampira
4. Il cavaliere
5. Il dominio
6. Piovuto dal cielo
7. L'umiliazione delle guardie
8. L'incontro
9. Nelle fogne

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Agguato all'incrocio e Vendetta al palazzo di giada 
maggio 20, 2008, 23:30 - Colpo d\'occhio, Occhio al libro
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Partiamo dall'assunzione scontata che parlare di Giappone è difficile. I giapponesi hanno un modo di vivere e di comportarsi profondamente diverso dal nostro e cose per noi inconcepibili per loro sono scontate e viceversa.
Dale Furutani - Agguato all'incrocio Da un punto di vista commerciale il Giappone ha invaso con anime e manga i mercati occidentali i cui gestori potendo scegliere in un'ampia gamma di prodotti scelgono spesso quanto di più stereotipato e facilmente commerciabile possono trovare.
Questo ha provocato una banalizzazione delle figure standard giapponesi, con particolare riferimento a quelle della storia del paese. parlo nello specifico di Samurai, Ronin e gli addirittura più famosi Ninja (senza rivangare tempi passati basti pensare al successo di Naruto).
Cosa c'entra tutto questo con Dale Furutani e i suoi due libri? Semplice. Questo autore nippoamericano è riuscito a comporre una trilogia, il cui terzo volume uscirà a fine anno, non banale, non scontata e che soprattutto non usa come arma il linguaggio giapponese tempestando il lettore con termini il cui significato richiede o una buona conoscenza del giapponese o un glossario. Ogni parola o frase viene spiegata e resa palese quasi in modo didattico.
Scoprirete ad esempio che i giapponesi hanno diversi tipi di palanchino o tutta la gerarchia ninja, la fabbricazione delle armi e tanti altri particolari che Furutani riesce a trasmettere in poche parole con semplicità e chiarezza.
La trama poi non è quella semplice e scontata che impernia tutto su scontri finché il buono non ha ucciso tutti e può finalmente andarsene o porre fine anche alla sua vita con un bel suicidio rituale. No Matsuyama Kaze è si un ronin, ma ha una missione che lo sta portando a errare per il paese e quando scopre qualcosa di misterioso o poco chiaro sente il dovere di ristabilire l'equilibrio e la giustezza delle cose investigando con saggezza e determinazione. Questi due suoi obiettivi sono tanto fusi da essere spesso indistinguibili e il romanzo scivola via come una foglia d'acqua portata dalla corrente del fiume, senza incongruenze o forzature.
Dale Furutani - Vendetta al palazzo di giada
IN CONCLUSIONE
Questi due primi romanzi della trilogia che ha per protagonista il ronin Kaze sono davvero godibili e intriganti. La lettura ne è specialmente consigliata a chi sapendo ben poco di storia e usi giapponesi vuole imparare qualcosa mentre legge un libro di qualità. Chi invece è già edotto, troverà di certo bei riferimenti, direi quasi omaggi a Akira Kurosawa, e una certosina rappresentazione di personaggi giapponesi non solo di nazionalità, ma anche per pensiero e azione.

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