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< Le canzoni del Menestrello ~ Cronaca delle avventure di Hvergelmirsen Ulfhjem Njordsen |
| Archmage |
Inviato: Ven Mar 14, 2008 11:52 am |
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| Il nano sorrise e per qualche momento Hvergelmirsen credette che avrebbe accettato, ma poi rispose: "E' impossibile. Non valgono nemmeno lontanamente tutto quell'oro. Se pensi che qualcuno possa offrirti più di me, puoi prenderti le tue cose e provare a offrirli a qualcun altro, ma ti assicuro che finirai col tornare qui, perché è risaputo che qui nessuno offre più di Manidoro per gioielli e oro." |
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| erenis |
Inviato: Ven Mar 21, 2008 8:52 am |
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Hvergelmirsen si rese improvvisamente conto di aver già giocato tutte le poche carte di cui disponeva... non gli rimaneva altro che accettare la proposta del commerciante.
<<Bene. Io accetta. Tu mette oro in mio sacco. Io dopo prende sacco più forte per mette dentro oro.>>
Il suo sguardo si rivolse a Lothran:
<<Voi sa rendere più forti mie armi? Io vuole anche armatura. Cosa sa fare tuo popolo su armi e armature?>> |
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Inviato: Dom Mar 23, 2008 1:40 am |
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Il nano ritirò quanto aveva appena acquistato e passò all'agaro le monete.
"Hai ragione, non puoi girare con tutte queste monete sparse, tieni usa questo è di ottimo velluto."
Manidoro gli porse un sacchetto di spessa tela marrone a righe orizzontali dall'aria morbida ma resistente. Hvergelmirsen si rese subito conto che la qualità della lavorazione era notevole e che tramite un laccio si poteva facilmente stringere il collo del sacco.
Lothran fece un cenno d'assenso a sentir parlare l'agaro di armi e armature.
"Ci sono ottimi artigiani che lavorano armi e armature nel mio popolo, ma pochi lavorano entrambe, perché così possono specializzarsi... ehm diventare più bravi... nel fabbricare quel che fanno meglio."
"Lothran ha ragione - intervenne Manidoro - se posso permettermi ti consiglio di far valutare anche armi o corazze che puoi aver trovato insieme a queste - mostrò la moneta di adamantite - perché potrebbero essere dotate di qualche sortilegio o essere speciali in altro modo." |
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| erenis |
Inviato: Mar Mar 25, 2008 2:47 pm |
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Fu così che a Hvergelmirsen vennero in mente tutti gli oggetti recuperati durante il suo peregrinare.
Dallo zaino estrasse il pugnale nero recuperato dal corpo dell'anziano che l'aveva aiutato senza pretendere nulla in cambio e con il quale aveva creato la sua attuale armatura di pelliccia di gerbel incantandola con strani poteri, l'accetta con lama di selce e la scure in ferro recuperata dall'orchetto a difesa della mistica ascia in suo possesso, il medaglione d'oro a forma di testa di leone, tutte le ventitrè pietre azzurre opalescenti recuperate dallo sciamano orco, il monile di bronzo raffigurante una stella, i due medaglioni di rame e il piccolo ciondolo d'argento a forma di stella.
Dopo averli posati pezzo per pezzo sul tavolo, disse:
<<Io trova qua e là. Io vuole se tu sa magia in oggetti... e valore di tutti.>> |
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Inviato: Mar Mar 25, 2008 4:47 pm |
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"Io sono onorato dalla stima che tu mi accrediti con la tua richiesta, guerriero, ma io non sono un mago. Posso solo dirti se uno o più d'uno di questi oggetti ha magia dentro di sé ma non sono davvero in grado di dirti quali possano essere i loro poteri."
Manidoro esaminò quindi gli oggetti.
Separò dal gruppo il pugnale nero e il medaglione a forma di testa di leone del vecchio. "Entrambi questi oggetti contengono magia."
Separò in un altro mucchio gli opali di fiume e il ciondolo d'argento.
"Questi posso acquistarteli io allo stesso prezzo che ti ho fatto per gli altri, vanno bene altre sette monete d'oro?"
Come prima il nano non mostrò alcun interesse per i medaglioni e monili di rame e bronzo e le asce di ferro e selce. |
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| erenis |
Inviato: Sab Mar 29, 2008 12:24 pm |
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<<Io dico dieci!>> esclamò in tono imperioso, quasi stizzito.
Hvergelmirsen non voleva andarsene senza aver conseguito nemmeno qualche risultato in una contrattazione per dell'oro! |
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Inviato: Dom Mar 30, 2008 5:50 pm |
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Il nano sorrise nuovamente e Hvergelmirsen credette che questa sua espressione fosse foriera di un ulteriore rifiuto, ma invece il nano disse: "D'accordo, vada per 10. Anche se Manidoro è un commerciante, questo non significa che non sappia essere generoso, con chi mostra di poter diventare un buon cliente."
Dopo che ebbero perfezionato lo scambio di opali e ciondolo con monete d'oro Manidoro chiese: "Adesso hai oro a sufficenza per fare quasi qualsiasi cosa qui a Dudwala. Ma a parte cercare un'armatura e forse un'arma posso chiederti coa ne farai? Intendi dedicarti al commercio o pensi di comprare una abitazione qui? O forse sei venuto per competere alla Cava delle Battaglie?" Il nano guardò anche Lothran pensando che magari questi avrebbe risposto in vece dell'agaro, ma il nano minatore si limitò a fissare il giovane guerriero lasciando a lui la parola. |
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| erenis |
Inviato: Dom Mar 30, 2008 6:41 pm |
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Mentre riponeva le sue cianfrusaglie nello zaino, Hbergelmirsen, all'udir quelle ultime parole, alzò un sopracciglio:
<<Cava delle Battaglie? Io ricorda che anche Lothran figlio di Brym Spaccamontagne dice cosa uguale... ora voi dice me bene cosa è. Io piace battaglie.>> |
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Inviato: Lun Mar 31, 2008 7:14 pm |
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Manidoro giunse le mani e iniziò a raccontare, con un tono quasi religioso:
"Molto tempo fa i giovani del nostro popolo si confrontavano ad ogni ricorrenza nel combattimento, per decidere chi era il migliore. Ma questa usanza è mutata col passare del tempo in una vero spettacolo e ora se ne tengono quasi ogni celebrazione. Ma non sono più combattimenti di virilità, solo scontri tra guerrieri di varie razze o con bestie. Non so quanto tu sia bravo a combattere, ma probabilmente un dranista, che è colui che possiede un certo numero di bestie, ha a contratto vari guerrieri e il permesso di partecipare alle dimostrazioni, potrebbe assumerti anche solo per il tuo aspetto esotico..." |
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| erenis |
Inviato: Mer Apr 02, 2008 3:06 pm |
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Fìnì di riempire la sacca proprio nel mentre che Manidoro terminò il suo discorso. La violenta mano del barbaro sbatté brutalmente sul solido bancone del commerciante, mentre una risata selvaggia scaturì impetuosa dalla sua gola.
<<Nanesco! Io promette grande spettacolo come voi no ha mai visto prima! Voi porta me, e io fa voi felice!>>
La risata riprese, piena di quel freddo vento dei ghiacci che riempì la stanza come un impetuoso uragano. |
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Inviato: Lun Apr 21, 2008 11:42 am |
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"Posso accompagnarti io, se ripassi di qui tra un paio di giri: conosco un dranista che paga bene chi combatte per lui." Manidoro assentì per rafforzare ulteriormente la sua proposta.
Lothran però avvisò l'agaro: "Hvergelmirsen sii cosciente che gli accordi per combattere nella Cava durano varie celebrazioni, se è un problema rimanere per te qui a Dudwala per un tempo così lungo è difficile che un dranista accetti di farti partecipare alle battaglie, anche con l'aiuto di Manidoro." |
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| erenis |
Inviato: Gio Apr 24, 2008 10:19 am |
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Dapprima si rivolse a Lotran: <<Io no fretta. Io sta qua, combatte, prende soldi, prende ragazza, prende armi e armature e varie e poi va.>>
Poi a Manidoro: <<Io ritorna e tu porta me da dra-ni-sta>>
Rimise la sacca di tela nello zaino da viaggio e se lo mise un spalla, poi disse a Lothran: <<Tu vuole porta me armaiolo e fabbro?>> |
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Inviato: Gio Mag 08, 2008 7:08 pm |
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Manidoro assentì. "Va bene. Torna dopo e ti ci porterò."
Lothran lo invitò a seguirlo e entrambi lasciarono la bottega orafa di Manidoro, proseguendo lungo quella specie di strada che aveva il fiume da un lato e le pareti di diverse costruzioni addossate le une alle altre da quello opposto. L'agaro non poté far a meno di notare che la maggior parte delle porte o degli accessi erano alti poco più di Lothran e quindi sarebbero stati estremamente scomodi per lui.
Ad un certo punto il nano che lo stava guidando si accostò ad una sporgenza che si trovava davanti ad un edificio di pietra nera e Hvergelmirsen ci mise qualche momento prima di capire che si trattava di una scala che scendeva nel sottosuolo di quella già assurda città.
Lothran si avviò, iniziando a scendere le scale, e sbirciando il giovane guerriero vide che queste scendevano per una dozzina di scalini prima di curvare e infilarsi sotto l'edificio di cui la scala fiancheggiava il muro. |
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| erenis |
Inviato: Lun Mag 12, 2008 9:12 pm |
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Il giovane voleva accelerare il passo tanta era la sua impazienza e la sua eccitazione: finalmente poteva tastare con mano e forse possedere le scintillanti armature di cui il popolo nanico sembrava farsi vanto.
La ponderatezza dei passi con cui non solo Lothran, ma tutti gli appartenenti alla sua gente sembravano adottare nell'andatura lasciava intendere che la pazienza fosse una delle maggiori virtù che contraddistingueva il tozzo e barbuto popolo. Almeno questo era ciò che pensava Hvergelmirsen....
E in effetti, se era vero che potevano foggiare oggetti tanti preziosi, questa caratteristica ci calzava molto bene. |
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Inviato: Gio Mag 15, 2008 10:43 pm |
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Vedendo che l'agaro lo seguiva Lothran proseguì nella discesa e fatta la prima rampa iniziarono la discesa lungo una seconda che pareva lunga una cinquantina di gradini e che era illuminata da una fluorescenza che proveniva da due degli strati di mattoni del muro che fiancheggiava la scala a sinistra.
Già quando furono a metà strada Hvergelmirsen iniziò a sentire rumori vagamente metallici, segno che c'era qualcuno al lavoro su armi o corazze anche in quel momento.
Mancavano ormai una decina di gradini alla successiva svolta che probabilmente nascondeva l'accesso alla bottega-fucina quando qualcuno girò l'angolo e iniziò a salire i gradini dal basso, bloccando quindi il passaggio.
La luce li illuminò subito: il primo a venire era un uomo calvo a torso nudo con indosso solo un paio di pantaloni marroni, e due spade una a destra e l'altra a sinistra in foderi di pelle nera. Una lunga catena di metallo grigio partiva dall'elsa della spada di sinistra, saliva su per il petto dell'uomo girava intorno al suo collo e scendeva poi dal lato opposto fino a agganciarsi all'elsa della spada di destra. L'uomo aveva dei freddi occhi gialli con cui scrutò sia l'agaro che il nano, ma a renderlo davvero inquietante erano i tatuaggi che ricoprivano interamente il suo torso e la sua testa, compreso il viso.
Con una mano l'uomo teneva una specie di corda di stoffa multicolore che era agganciata agli anelli che aveva ai polsi la donna bionda che lo seguiva.
Anzi no, non era una donna. Osservandola bene Hvergelmirsen notò che aveva lineamenti troppo delicati per essere una donna e strane voluminose orecchie a punta. Nonostante quello poteva affermare per certo che fosse l'essere di sesso opposto al suo più bello che aveva mai visto, pur se mostravava un'aria dimessa. La pelle candida della graziosa creatura era coperta da vari veli di diversi colori che sovrapponendosi ed intrecciandosi formavano un abito dalla foggia complicata che però le lasciava scoperte le braccia e le gambe fino al gionocchio. Sia l'uomo che la donna erano a piedi nudi.
L'uomo li osservò per un momento poi sbottò qualcosa nella lingua dei nani.
Lothran impassibile scosse la testa e rispose qualcosa con tono deciso.
Osservando Hvergelmirsen l'uomo comprese che non capiva e disse:
"Montagna di latte, ho detto a te e al tuo amico scarafaggio di fatemi strada, Ru'Ngrar'Dra non ha tempo da perdere".
"E io gli ho risposto che la Convenzione impone a chi è più in basso di dare strada a chi è più in alto" informò Lothran. |
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