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<  Le canzoni del Menestrello  ~  Cronaca delle avventure di Senen di Laran

Steve the demon
Inviato: Ven Mag 11, 2007 7:24 pm Rispondi citando
Utente occasionale Registrato: 29/03/07 19:33 Messaggi: 43 Residenza: Napoli
"Bene" rispose Senen, leggermente preoccupato. Si affrettò quindi a scendere di sotto con il suo zaino. "E ora dove posso mettermi?" si disse una volta arrivato, esaminando la stanza in cui si trovava.
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Inviato: Mer Mag 16, 2007 3:50 pm Rispondi citando
Sviluppatore Registrato: 07/07/05 10:04 Messaggi: 895 Residenza: Napoli
Senen osservò con attenzione la stiva della nave: era più spaziosa di quanto aveva notato ad un primo sguardo superficiale, ma uno dei motivi per cui le sue dimensioni erano facilmente valutabili era proprio perché in effetti la stiva era quasi vuota: a parte il vecchio forziere con libri e pergamene gli unici altri oggetti presenti erano una decina di casse abbastanza grandi e circa venti barili, alcuni maleodoranti di pesce ed altri che al rollio della nave emettevano un flebile sciabordio la maggior parte dei barili era di dimensioni diverse e probabilmente contenevano cibo e acqua per il viaggio. Non vi era alcun posto dove sedersi se si escludevano le casse, ma certo le oscillazioni della nave erano attutite rispetto alla coperta.

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Sono finalmente arrivati i Tempi di Ventura
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Steve the demon
Inviato: Sab Mag 19, 2007 11:45 am Rispondi citando
Utente occasionale Registrato: 29/03/07 19:33 Messaggi: 43 Residenza: Napoli
Senen mise lo zaino vicino alla cassa con i libri e vi si sedette accanto appoggiando la schiena alla parete. Poi tornò ad esaminare i tomi rimasti nella cassa.
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Inviato: Mer Mag 23, 2007 1:52 pm Rispondi citando
Sviluppatore Registrato: 07/07/05 10:04 Messaggi: 895 Residenza: Napoli
Spostò il sussidiario di elfico... era un oggetto inutile a Sulendag, visto che nel paese ormai non c'erano più elfi da secoli e che gli unici di cui si parlava erano citati nelle leggende antiche, se si escludeva la tomba in cui il giovane aveva avuto la sfortuna di trovare la gemma. Chissà se l'arcimago da cui stava andando era un elfo o un umano...
Il libro che stava sotto quello per imparare l'elfico risultò essere un manoscritto sulla navigazione, che ne copriva tutti i fondamenti, dal riconoscimento dei punti cardinali fino alle nozioni di cartografia necessarie per tracciare rotte o stabilire una posizione.
Il successivo era un volume estremamente pesante, bordato in freddo metallo nero e la cui copertina di pelle era stranamente ingiallita. Complicati disegni erano inscritti a fuoco su di essa, e nella parte centrale vi era come una scrittura, ma incomprensibile a Senen. Il libro era tenuto chiuso da una specie di fermo metallico che sembrava bloccato. Tentando inutilemente di aprirlo il giovane notò una certa somiglianza tra la scrittura sulla copertina del libro e quelle in elfico nel sussidiario... forse si trattava della stessa lingua.

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PX
Hai guadagnato 5 punti esperienza a Saggezza. (Ancora da assegnare.)

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Steve the demon
Inviato: Mer Mag 23, 2007 2:35 pm Rispondi citando
Utente occasionale Registrato: 29/03/07 19:33 Messaggi: 43 Residenza: Napoli
Senen lo ripose, ritenendo che fosse inutile prendere qualcosa che gli sarebbe comunque risultato incomprensibile e passò al successivo.
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Inviato: Sab Mag 26, 2007 1:23 pm Rispondi citando
Sviluppatore Registrato: 07/07/05 10:04 Messaggi: 895 Residenza: Napoli
Restavano due libri nel fondo del forziere, oltre alle pergamene.
Il primo era un libro di antiche leggende Rhunnita, scritto, o forse più probabilmente trascritto, con una calligrafia tanto pomposa da rendere la lettura fastidiosa. Il secondo pure manoscritto, ma da una mano frettolosa e usando una scrittura minuta, quasi opposta a quella del precedente, sembrava un diario di bordo di una nave o qualcosa del genere viste le date riportate su molte pagine. Sfogliandolo Senen fece cadere involontariamente un foglio sottile e malandato di fibra vegetale, forse papiro che si posò svolazzando al suolo.

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Steve the demon
Inviato: Dom Mag 27, 2007 10:44 am Rispondi citando
Utente occasionale Registrato: 29/03/07 19:33 Messaggi: 43 Residenza: Napoli
"Ma che strano" si disse Senen, raccogliendo con delicatezza il foglio che sembrava volersi disgregare tra le sue mani.
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Inviato: Dom Giu 10, 2007 11:23 pm Rispondi citando
Sviluppatore Registrato: 07/07/05 10:04 Messaggi: 895 Residenza: Napoli
Il foglio di pergamena, che era piegato in due parti si era aperto e così Senen vide cosa c'era scritto o meglio cosa non c'era scritto, ma disegnato: sembrava una specie di mappa, che riportava i contorni di un'isola oblunga e quasi vicino al bordo sinistro del foglio la sagoma di parte del continente. Sui contorni dell'isola erano segnati alcuni numeri, e in un punto una X.

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Steve the demon
Inviato: Lun Giu 11, 2007 10:01 pm Rispondi citando
Utente occasionale Registrato: 29/03/07 19:33 Messaggi: 43 Residenza: Napoli
Senen si guardò intorno per assicurarsi di essere davvero solo, dopodichè prese il decrepito foglio di pergamena e lo nascose nel libro che aveva comprato. Se la sorte gli era amica, quella poteva essere una buona fonte di guadagno. Quindi cominciò a cercare nel diario informazioni sull'isola raffigurata nella mappa.
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Inviato: Lun Giu 11, 2007 11:45 pm Rispondi citando
Sviluppatore Registrato: 07/07/05 10:04 Messaggi: 895 Residenza: Napoli
Era completamente solo nella stiva. Nessuno avrebbe potuto accorgersi di quanto era appena accaduto. Trafficò col diario cercando di capire quale parte del continente fosse ritratta in quel foglio sottile. L'uomo che aveva scritto il diario, Pajkarr Mohrdag Jaganjini, uno studioso Vandiano di storia antica, aveva dedicato la sua vita e buona parte delle sue risorse alla ricerca dello Scettro di Iriadorac, un potente artefatto appartenuto ad un mago arcano vissuto più di millecinquecento anni prima. Lo studioso aveva preso la mappa da un antico manoscritto ma non era stato capace di capire a quale zona del continente fossero riferiti i tratti disegnati nella mappa stessa. L'unico riferminento ad un nome, quello del villaggio di Bardanoc era stato troppo modesto per permettere allo studioso di trovarne la chiave. Le ultime pagine del diario, scritte con una mano evidentemente affaticata, erano memoria del lungo viaggio che lo aveva portato seguire tutta la costa dell'impero di Arcos alla ricerca del villaggio, ma senza successo. L'ultima pagina annunciava una sua imminente partenza per Coda del Drago, ma le successive erano bianche.
I numeri segnati sulla mappa erano indicativi di alcuni luoghi significativi dell'isola, quale che essa fosse, e Pajkarr Mohrdag li aveva associati a dei luoghi usando il volume in cui aveva trovato la mappa. Essi erano riferiti a una torre bianca, una caverna abitata terribili predatori serpentiformi, un villaggio su alberi e un lago stupendo per qualche motivo. Di altri 3 numeri lo studioso non aveva trovato indicazione.

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Steve the demon
Inviato: Mer Giu 13, 2007 8:01 pm Rispondi citando
Utente occasionale Registrato: 29/03/07 19:33 Messaggi: 43 Residenza: Napoli
Senen perse le speranze di trovare l'isola: infatti se nn c'era riuscito uno studioso esperto, come poteva pretendere di farlo lui, che nn sapeva neanche chi fosse questo Iriadorac. "Però c'è sempre la possibilità che il capitano ne sappia qualcosa!"
Confortato da questo pensiero, continuò a esaminare i libri rimasti, riservandosi di chiedere dopo informazioni al nordico, anche se sapeva di dover essere cauto: la mappa infatti era praticamente di sua proprietà.
"Ma è così sbagliato rubare ad un ladro?" si chiese, sentendosi leggermente in colpa.
Poi scosse la testa, riflettendo sulle azioni che la fame di denaro, o meglio in questo caso, di potere, poteva indurre a compiere. Ma nonostante tutto tenne la mappa.
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Inviato: Sab Giu 16, 2007 12:29 pm Rispondi citando
Sviluppatore Registrato: 07/07/05 10:04 Messaggi: 895 Residenza: Napoli
Non gli restavano da esaminare che le pergamene: srotolando la prima con una certa delicatezza, visto che sembrava abbastanza vecchia e un po' malandata, la trovò disumanamente ingombra di testo, intervallato qua e là da disegni o schizzi. Sulle prime gli sembrò una specie di ricettario, ma poi capì che l'argomento trattato era più esoterico: era una specie di trattato sulla realizzazione di vari tipi di unguenti e pozioni curative. Una specie di numerazione a caratteri Rhunniti gli fece capire che quella era solo la prima pergamena che componeva il trattato e probabilmente anche tutte le altre presenti ne facevano parte.

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Steve the demon
Inviato: Sab Giu 16, 2007 2:12 pm Rispondi citando
Utente occasionale Registrato: 29/03/07 19:33 Messaggi: 43 Residenza: Napoli
Senen controllò anche le restanti pergamene per verificare se la sua supposizione fosse esatta.



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Studiando il trattato apprenderei la capacità di fabbricare unguenti curativi?
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Inviato: Mer Giu 20, 2007 7:38 pm Rispondi citando
Sviluppatore Registrato: 07/07/05 10:04 Messaggi: 895 Residenza: Napoli
Si rivelò essere errata, l'ultima delle pergamene risultò non appartenere al trattato sugli unguenti, ma una grande e molto dettagliata mappa dell'isola di Candoria.

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Studiando il trattato e capendolo arriveresti ad avere le conoscenze di base per mettere insieme degli unguenti, fermo restando che ti servono gli ingredienti per realizzarli.

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Steve the demon
Inviato: Gio Giu 21, 2007 10:56 am Rispondi citando
Utente occasionale Registrato: 29/03/07 19:33 Messaggi: 43 Residenza: Napoli
Senen studiò la mappa, cercando di capire dove si trovasse il castello del mago al quale doveva poratare il rubino.
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